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Viaggio in India per il Kumbhamela 2010 a Haridwar prossimo Humbha ad Allabadh

Date: 9 al 17 aprile 2010

Data Iscrizione: 15 febbraio 2010.

Durata: 9 giorni

Quota di iscrizione: € 1000; fino al 15/2/2010: € 900. Volo escluso. Il volo vinei quotato al momento della prenotazione.

Supplemento singola: 250€

 

A breve On line la scheda completa.

Il viaggio è presentato dal Tour Operator AMITABA.

 

Accompagna il viaggio Alessandro Zuzic proprietario di Amitaba partecipa al viaggio in India per il Kumbhamela il Prof. D. P. Dubey, e il fotografo Vittore Buzzi, non è previsto il corso di fotografia ma si potrà vedere al lavoro Vittore Buzzi fotografo.

Qui l'agenzia fotografica di Vittore Buzzi se volete vedere alcuni dei suoi lavori.

Qui una sua biografia.

Un occasione unica per assistere ad un evento cardine della cultra indiana.
Il viaggio in India per il Kumbamela sarà limitato a 12 persone e richiede un buono spirito di adattamento.

 

Partecipare al Kumbhamela di Haridwar

Genti da tutte le parti dell’India confluiranno nella città santa di Haridwar per il Kumbha Mela, che diventa anche centro di folclore, con rappresentazioni della Mahabarata (il più importante poema epico indiano che racchiude nella Bhagavad Gita l’essenza dell’induismo), recitazioni dei Veda, canti, maghi, fachiri, incantatori di serpenti e anche venditori di ogni tipo di mercanzia.

Il cuore del festival del Kumbhamela è però rappresentato dai mistici, Yogi e Sadhu. Confluiscono a migliaia per il Kumbhamela dalle montagne himalaiane, dagli Akhara e dagli Ashram, spesso anche nudi come i Sadhu Naga che vestono solo di cenere funeraria. Siedono attorno a piccoli fuochi sacri (i Dhuni) conversando e in meditazione, a volte eseguendo spettacolari esercizi di yoga. Guidano le processioni verso le acque sacre seguiti da migliaia di devoti, assorti nelle recitazioni.
Nella cultura religiosa indù un rituale importante e caratteristico è la celebrazione dell’abluzione di massa, il bagno rituale collettivo che il devoto compie allo scopo di raccogliere su di sé le benefiche energie cosmiche che permettono di purificare il karma. Un viaggio che vi porterà al centro dell'India induista.

 

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PROGRAMMA DI VIAGGIO Kumbhamela a Haridwar

Per realizzare questa esperienza in India per il Kumbhamela ad Haridwar ("viaggio" è in effetti un termine non esattamente appropriato) abbiamo lavorato due anni, mettendo a frutto capacità e conoscenze. La logistica di Haridwar non è semplice: l’abluzione più importante si svolgerà all’alba del 14 aprile lungo un ampio tratto del Gange, ma il punto di suprema sacralità, dove si immergeranno i santi Sadhu Naga degli ordini degli Akhara e gli Yogi più stimati, è il piccolo ghat nella parte vecchia della cittadina che durante i momenti di picco del Kumbhamela diventerà pressoché irraggiungibile per chi non risiede dalla parte giusta della cittadina. Per poter seguire al meglio gli eventi che si svolgeranno, grazie all’interessamento del Professor Dubey dell’Università di Allahabad, abbiamo ottenuto ospitalità da Swami Chinmayananda, il grande Yogi del Parmarth Ashram di Haridwar, persona di riferimento di questa città santa, e da Swami Chidanandaji, Maestro del Parmarth Niketan Ashram di Rishikesh.

 

1°g. Venerdì 9 aprile, partenza per Delhi India
Partenza in volo per Delhi; Amitaba utilizza voli Air India, Lufthansa, Swiss o altre compagnie scelte dai viaggiatori. Accoglienza in aeroporto da parte del corrispondente indiano di Amitaba e trasferimento presso l’hotel Ashok Country Resort, dove si incontrano i partecipanti già giunti in India ed il capogruppo.

 

2°g. (10/4)
Delhi – Rishikesh
Partenza con un veicolo privato per Rishikesh, la cittadina divenuta una sorta di “capitale dello yoga”, sulle rive del Gange circa 15 km più a nord di Haridwar. Sistemazione presso il Parmarth Niketan Ashram, dove si avrà l’opportunità di un incontro con Swami Chidanandaji, il Maestro spirituale di questa magnifica istituzione.

 

3°g. (11/4) Rishikesh- Haridwar
Giornata dedicata all’esplorazione di Rishikesh; in serata ci si trasferisce al Parmarth Ganesh Gyan Mandir Ashram di Haridwar: da domani infatti le strade saranno chiuse al traffico dei veicoli per il Kumbha Mela 2010.

 

4°g. (12/4) Rishikesh
Si inizia ad esplorare l’area dove di svolge il Kumbhamela ed a visitare alcuni degli Akhara e campi principali; è prevista anche una lezione didattica.

 

5°g. (13/4) Haridwar
Giornata dedicata all’esplorazione di Haridwar: i ghat, i campi presieduti dagli yogi, i campi dei Naga, dei pellegrini eccetera. E’ prevista una lezione didattica del Professor Dubey.

 

6°g. (14/4) Haridwar
la grande abluzione Si raggiunge il sacro ghat prima dell’alba seguendo le processioni degli Akhara e si rimane in zona per tutta la mattina. Si passa poi il resto della giornata vagabondando tra i vari siti del Kumbhamela.

 

7°g. (15/4) Haridwar
Oggi inizia il grande esodo dei pellegrini, si trascorre la giornata tra i siti del Kumbhamela. E’ prevista una lezione didattica del Professor Dubey.

 

8°g. (16/4) Haridwar
Delhi Si parte da Haridwar verso fine mattina, avendo modo di fare un’ultima passeggiata tra i siti del Kumbhamela. Giunti a Delhi dopo cena ci si trasferisce all’aeroporto internazionale, da dove la gran parte dei voli per l’Europa parte in tarda serata o nelle primissime ore del mattino.

 

9°g. Sabato 17 aprile India - Italia
Delhi – Italia Gli orari e i porti di arrivo variano in funzione della compagnia prescelta.

 

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L’EPICA DEL KHUMBAMELA (o anche Kumbha Mela): CENNI STORICI E SIMBOLI
Nelle cronache di Huan-Tsang, il pellegrino buddista cinese che visitò l’India nel VII secolo di questa era, viene ricordato un gigantesco raduno indetto dal re Harshavardhan nel 644 cui partecipò circa mezzo milione di persone, pellegrini appartenenti a tutte le caste e convenuti da ogni parte del regno proprio al Triveni, la confluenza dei fiumi a Prayag. In occasione di questo raduno della durata di un mese (e che secondo Huang-Tsang si celebrava già allora “da tempo immemorabile”) il sovrano guidò le celebrazioni di un complesso rituale alla presenza di ministri, tributari, sacerdoti e capi di sette e scuole religiose, filosofi, dotti, asceti, laici di ogni ceto dai ricchi mercanti e proprietari terrieri fino ai mendicanti.

Dal punto di vista simbolico, l’epica dei Kumbha Mela è associata sul piano macrocosmico alla mitica lotta tra Deva ed Asura (o dèi e antidèi) narrata nella letteratura epica e puranica.
Secondo la mitologia Deva ed Asura sono due classi di esseri primordiali generati dal progenitore comune Prajapati all’origine della manifestazione dell’attuale universo, ed in eterna lotta tra di loro.

Come viene narrato nel Mahabaharata e nei Purana, al fine di portare a maturità il processo di evoluzione Deva ed Asura decisero di allearsi per estrarre i tesori che giacevano nascosti nelle profondità dell’oceano cosmico, simbolo della potenzialità infinita, tra i quali l’Amrita, l’ambrosia che li avrebbe liberati dalla malattia e dalla morte.
Secondo l’accordo, Deva ed Asura si sarebbero dovuti spartire il nettare dell’immortalità alla fine del processo di estrazione, Deva ed Asura, nonostante il patto stipulato, cominciarono subito a combattere per l’esclusiva proprietà del nettare dell’immortalità.
I Deva persero la battaglia ma riuscirono a recuperarlo per mezzo di Mohini, la seducente incantatrice nella quale Vishnu si incarnò per riscattare le loro sorti: irretiti dalle sue ingannevoli grazie gli Asura persero il controllo della Kumbha. Seguì un’altra battaglia nella quale Jayant, il figlio di Indra re dei Deva, o secondo altre versioni Garuda, re degli uccelli e veicolo di Vishnu, ebbe l’incarico di fuggire con la Kumbha: inseguito per dodici giorni dagli Asura riuscì a portare in salvo la brocca nel cielo dei Deva, ma durante il volo quattro gocce di nettare caddero sulla terra marcando i quattro luoghi del Kumbha Mela: Haridwar sulla Ganga, Prayag al Triveni, Ujjain sulla Shipra e Nasik sulla Godavari. Il Triveni ha un valore particolare perché qui si trova la confluenza dei sacri fiumi Ganga e Yamuna con la mistica Saraswati, un mitico fiume “fossile” del quale la più recente ricerca archeologica e topografica ha rinvenuto tracce, e che pare abbia rivestito un ruolo fondamentale nello sviluppo e nell’evoluzione delle civiltà dell’India tra il VII ed il II millennio a.C.
Poiché un giorno dei Deva corrisponde ad un anno degli uomini, nell’arco di dodici anni il grande raduno viene celebrato al ripresentarsi di specifiche congiunzioni astrologiche che interessano pianeti e costellazioni corrispondenti a divinità che hanno svolto un ruolo nella mitica lotta (Sole, Luna, Giove e Saturno, Toro, Leone e Scorpione). In corrispondenza di queste date, individuate dagli astrologi secondo la tradizione, si radunano in questi luoghi sacri, oltre alle moltitudini di pellegrini i più umili tra i quali percorrono a piedi lunghissime distanze a costo di grandi sacrifici, 350 milioni di Deva ed 88 mila Rishi, i saggi primordiali. Queste congiunture astrali ripropongono periodicamente sul piano sottile il processo cosmico di sublimazione alchemica narrato dal mito, i cui elementi sono posti in corrispondenza con elementi della fisiologia del corpo sottile così come descritta dallo Yoga Kundalini: le nadi ed i chakra corrispondono ai corpi celesti ed ai luoghi che identificano le coordinate spazio-temporali del raduno.

 

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