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Vittore Buzzi | Fotografia e consumo
Fotografia e consumo
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Minimalism

Fotografia e consumo: una via al minimalismo

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Fotografia e consumo: una via al minimalismo

La macchina è ingorda, ingurgita il reale in continuazione e lo risputa sotto forma di immagine.
Il flusso continuo di fotografie scattate senza sosta nel mondo oggi non è altro che lo specchio  del nostro consumismo.
Tutto oggi è consumo, compriamo e ammassiamo. Parlo per me per le migliaia di libri, posate, piatti, mutande, calze, magliette, golf… Quando entro in casa ormai sono preso da un po’ di spaesamento e forse anche da una certa ansia per tutte le cose che ho acquistato nella mia vita.

La fotografia oggi è proprio questo: molta gente vuole registrare tutto nel disperato tentativo di trattenere…

Trattenere, tenere, collezionare… Ma se tutto ha valore allora niente vale… Ecco allora miliardi  di fotografie scattate ogni giorno e ammassate inutilmente nei nostri HD….

Penso che quello che mi rimane da fare sia di scattare meno, comprare meno e lasciare che nella mia vita entrino più cose: più tempo per me, per le persone che amo… per le relazioni genuine…

Non sarà un percorso facile ma inizio a sentirlo necessario… E’ una spirale… Se semplifico tutto mi ritroverò con più tempo… Più tempo per me, per gli altri, per leggere per pensare per fare progetti personali…

Inizierò partendo dalla casa… Svuotandola giorno per giorno, fare spazio… Meno cose meno pensieri… Less is more… Libri ammonticchiati che non vengono aperti da anni… decine di anni… cappotti che non indosso più… è ora di liberarsi di iniziare una cura dimagrante dagli oggetti, prima che sia troppo tardi…

La bulimia di fotografie… il voler uscire sempre con la macchina fotografica… Tutte fisime degne del tempo che stiamo vivendo… Bigger is better… Hard disk più grandi, spazio illimitato per il tuo storage, tempo illimitato per le tue telefonate, internet senza limiti… Si prende velocità e la velocità inebria, anestetizza… 30 fotogrammi al secondo… 60… 90… 120… molti di più di quelli che possiamo percepire.

La fotografia si è trasformata, la abbiamo trasformata da pratica di meditazione sulla realtà in pratica di consumo…

I social media poi amplificano tutto… Tutti parlano di tutto, si sentono esperti… flussi di ego ipertrofici… ingigantiti da formule che fanno assaporare il successo… L’inizio del declino.

Oggi inizio un nuovo percorso vedremo dove mi porterà…

Sicuramente sempre più lontano dai scocial media… che ormai uso più per lavoro… è ora di pensare in un nuovo modo… mai come ora è possibile fare pulizia, abbiamo le conoscenza la tecnica per vivere in maniera più sostenibile per noi e per gli altri.

 

 

Vittore Buzzi

1Comment
  • Marco/ 30.06.2017Rispondi

    Stare meno fuori da sè, girare l’attenzione di 180° da fuori a dentro, rivolgere l’obbiettivo all’interno e consapevolmente, vedere e ascoltare le emozioni e i sentimenti. Senza sceglierli nè giudicare l’incessante divenire contraddittorio del sentirsi in mille modi diversi. La fotografia è una tecnica adatta a questo progetto d’osservazione? Si può fare della fotografia una pratica di meditazione o rimane, al più, uno specchio pulito di quello che chiamiamo realtà? Non so dire, una bella sfida…
    grazie della riflessione e dell’ospitalità.
    Marco

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