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Natale
Fermo la moto, luce accecante del mattino, dicembre e la città si stende a perdita d'occhio.
Ho con me la macchina, dolce silenziosa fidata. Il rumore felice dello specchio che si solleva.
Il respiro affannoso dell'inizio millennio, si rifrange ingabbiato fra tagli di luce, passi frettolosi, densi di preoccupazioni, si sfugge alle immagini che assetate rincorrono.
Cani abbandonati famelici e bastardi che aspettano il branco per attaccare.
Il natale si avvicina piano. Ai margini si addensano nubi nere e minacciose pronte a risucchiare tutto o verranno spazzate via?
Il raffreddore che non molla, continua ad attaccare, vuole la capitolazione, sa che lascerò, basterà un attimo di distrazione, un solo momento in cui le frontiere non saranno pattugliate.
E' sempre così non importa quanta energia venga spesa per evitare qualcosa. E'
quella che non viene spesa nel momento decisivo che fa la differenza, e che
differenza.
Se quella mattina Cesare fosse rimasto nella sua villa fuori Roma come le sue
spie gli avevano consigliato. Se basta pochissima energia per cambiare il
destino di una vita altrettanta basta per la storia.
Là dove l'istinto di sopravvivenza cessa, dove l'animale morente si abbandona in balia del destino e
del tempo che lo trasporta, solo se si arriva là se si è cosi stanchi che gli
occhi si chiudono, ci si sente arrivati in fondo al proprio cammino.
Là dove è Natale.
(Vittore Buzzi)
