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Viaggio fotografico Eritrea e Dahlak

Le suggestive città di Asmara e Massawa e la navigazione tra le isole Dahlak

Date: Il viaggio verrà riproposto nel corso del 2012

Data Iscrizione: -------------------------

Durata: 9 giorni

Prezzi: per minimo 8 partecipanti

Corso di fotografia: 250 Euro

Tasse: 290 Euro

Assicurazione: 67 Euro

Gestione pratica: 70 Euro

Visto per l'Eritrea: 65 Euro

Supplemento singola: 0 Euro

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1° giorno / Italia – Francoforte –

Asmara Partenza al mattino per Asmara con volo di linea Lufthansa via Francoforte. Arrivo in serata, accoglienza da parte della guida locale e trasferimento in hotel. Pernottamento.

 

2° giorno / Asmara (la piccola Roma) -

partenza Situata sull'altopiano a 2.400 metri di altezza, Asmara presenta l'architettura tipicamente italiana degli anni '30: grandi viali alberati, tipiche case di stile fascista con angoli arrotondati e ancora molte insegne in italiano (Bar Roma, Cinema Impero, Caffè Alba, Bar Rosina, la Casa degli Italiani...). Si sente parlare italiano e chi non lo sa quasi se ne scusa, dimostrando comunque grande gentilezza ed una voglia profonda di farti sentire ben accetto. Sembra di essere sul set di un film felliniano: anziani signori in abito bianco e paglietta coloniale passeggiano appoggiandosi a sottili bastoni di bambù, sorseggiano il caffè in bar senza tempo dai nomi familiari, hanno voglia di discorrere. Eppure siamo in una città dalla grande voglia di modernizzazione che cerca di scrollarsi di dosso i molti, troppi anni di guerra e di lotta per l’indipendenza: sono quelli gli anni che pesano sulle nuove generazioni, mentre il periodo del colonialismo italiano è considerato più per le cose fatte che per quelle distrutte. Visita dei suoi monumenti più caratteristici: la cattedrale cattolica in stile lombardo di Santa Maria (1922), quella copta di N’da Mariam (1920), la moschea di Jamie el Kufala (1937), tutte costruite su progetti italiani. Poi la via degli argentieri e l’antico Caravanserraglio, una vecchia zona recuperata grazie all’apertura di piccole botteghe artigiane: dai falegnami ai costruttori di reti per il letto, da quelli che recuperano e smontano qualsiasi oggetto in ferro alle donne che macinano il peperoncino (berberè), molto utilizzato nella cucina locale, avvolte in una gran nube di polvere rossastra, dai venditori di anticaglie fino a quelli che propongono ricambi per tutti gli usi e i gusti. Cena e pernottamento in hotel.

 

3° giorno / Asmara –

Massawa Dopo la prima colazione, partenza per Massawa. Si percorre una strada ricca di suggestioni e di ricordi. A ogni curva si aprono scenari grandiosi e diversi sulle grandi vallate ai piedi di Asmara. Di particolare bellezza e ricco di ricordi il belvedere che si apre al Km 16, dove un tempo si trovava una delle stazioni di controllo dell’esercito italiano. Lungo il percorso a Ghinda si può notare su di un picco che domina il paese un antico monastero; laggiù, visibile soprattutto nel periodo successivo alle piogge, riflette la luce la superficie del piccolo lago Sabarguma, dove si trovano anche i resti di uno stabilimento italiano di acqua minerale; sui fianchi della strada, nell’ultima parte della discesa, gli antichi terrazzamenti e i resti delle antiche piantagioni di mango e guava distrutte durante la guerra. Inizia la piana costiera e la temperatura dell’aria aumenta sensibilmente. Arrivo a Massawa, straordinaria, affascinante città dal sapore arabo-africano e importante porto sul Mar Rosso. Pranzo in ristorante e pomeriggio dedicato alla visita della città portuale. Camminando tra i vicoli della città vecchia si può ammirare l’architettura moresca delle abitazioni, della sede dell’ex Banca d’Italia e del palazzo del Governatore (in tutta la città, ma particolarmente in questi due edifici, sono ancora evidenti le ferite della guerra di liberazione). Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

 

4°-5°-6°-7° giorno / arcipelago delle Dahlak (navigazione e pernottamenti in tenda)

Partenza per le isole. I battelli sui quali ci imbarcheremo (a seconda della disponibilità “Holiday Eritrea” o “Maila”) ci porteranno tra le più belle isole delle Dahlak: il banco sabbioso di Madote, che si staglia come una striscia luminosa dalle acque turchine del mare, e l'isola di Dissei, l'unica dell'arcipelago che presenta una formazione rocciosa, probabilmente resto di un'attività vulcanica con il suo villaggetto di pescatori afar, dove saremo accolti dalle donne pronte ad esibire le loro conchiglie. A Dahlak Kebir, tempo permettendo, potremo spingerci all’interno del grande golfo di Gubbet Mus Nefit per immergerci tra le lamiere del mitico Urania, autoaffondatosi qui nel marzo del ’41. Una delle caratteristica delle isole Dahlak è proprio quella di essere lembi di deserto emersi dal mare. Possibilità di stupendi bagni e di snorkeling su barriere coralline fra le più belle del mondo. Le isole Dahlak rappresentano uno degli ultimi paradisi sommersi. Isolate dal turismo per oltre trent’anni, a causa della guerra di indipendenza eritrea, conclusasi nel 1992, e tuttora assai poco conosciute perché mancano strutture alberghiere, turistiche e sportive (diving) adeguate, vanno vissute con un certo spirito d’adattamento, sia per quel che riguarda i trasporti (le imbarcazioni che utilizzeremo, le migliori di Massawa, sono comunque abbastanza spartane secondo gli standard del Mar Rosso settentrionale) e anche per quanto riguarda il pernottamento (in alternativa alle cuccette di bordo – solo sulla Maila - c’è solo la sistemazione in tenda sulle spiagge delle varie isolette), sia, infine per quel che concerne la disponibilità di acqua dolce: le Dahlak sono, infatti, un arcipelago molto arido, situate così come sono tra il deserto della penisola arabica a oriente e quello dancalo a occidente, per cui ogni sambuco deve portare con sé un’idonea scorta di acqua potabile (bottiglie di acqua minerale) e di acqua dolce per cucinare e per sommari risciacqui. Questi piccoli sacrifici sono però ricompensati da una natura, sopra e sotto il mare, ancora pressoché intonsa, che consente di vivere emozioni fortissime. Le oltre 200 isole e isolette dell’arcipelago, molte delle quali senza nome sulle carte nautiche, sono, tranne quattro (Dahlak Kebir, Dissei, Norah e Dehel), disabitate. Quasi tutte di origine corallina sono in genere costituite in tavolati di corallo fossile, alti sulla superficie del mare soltanto qualche metro, con coste sempre di corallo fossile interrotte da spiaggette di sabbia corallina. Le più piccole (Madote, Enteara, Durgella, Durgam solo per citarne alcune) sono invece nulla di più che banchi di sabbia corallina, la cui sommità massima è di un paio di metri sul livello del mare e con una vegetazione scarsissima, costituita da bassi arbusti). La fauna selvatica delle isole è costituita da uccelli (vari tipi di gabbiani, cormorani e trampolieri, pellicani, falchi pescatori e sterne) e da crostacei (granchi e paguri). A Dahlak Kebir vi sono anche gazzelle e, nell’interno, si dice siano presenti aspidi. Pressoché assenti insetti molesti, tranne nelle isole maggiori o in quelle che presentano mangrovie durante il periodo delle piogge, quando è possibile che vi siano mosche e zanzare. La fauna marina è quanto di meglio si possa pensare in questi mari tropicali: sono presenti e facilmente osservabili infinite specie di pesci di barriera (farfalla, angelo, scorpione, pipistrello, di vetro, pappagalli, donzelle eccetera), varie specie di razze e trigoni, molti tipi di pesce commestibile (lasciate però che sia lo staff della barca a procurarveli!): bonitos e alalunga, saraghi e dentici, carangidi e ricciole e frequentissimi gli avvistamenti di pesci volanti. Frequenti anche per gli snorkellisti gli incontri con delfini e barracuda, non rari, soprattutto se ci si spinge alquanto al di fuori dei bassi fondali attorno ai coralli, quelli con testuggini e squali (pinne nere, pinne bianche, grigi). Non frequenti per chi nuota in superficie o si immerge soltanto in apnea gli incontri con le mante e gli squali martello. Rientro a Massawa il pomeriggio del

 

7° giorno, cena e pernottamento in hotel.

 

8° giorno / Massawa – Dekemharè - Asmara -

partenza Si ritorna sull’altopiano percorrendo parte della stessa strada utilizzata per scendere, ma deviando per raggiungere Dekemharè, piccola cittadina di stile italiano. Non lontano la valle dei sicomori dove questi enormi e spettacolari alberi crescono tra rocce e vallette. Si percorre l’altopiano e arrivo ad Asmara nel pomeriggio e tempo per un’ulteriore passeggiata in città. Cena caratteristica con danze delle varie etnie dell’Eritrea. Trasferimento in aeroporto. Imbarco sul volo per l’Italia. 9° giorno / Francoforte - Italia Arrivo a Francoforte al mattino e proseguimento per le città di destinazione. N.B. Naturalmente l’itinerario alle isole Dahlak è subordinato alle condizioni del mare. Il capitano ha la responsabilità della sicurezza dei passeggeri ed è quindi a sua discrezione quali e quante isole si possano visitare. La visita di Asmara può essere spostata all’ultimo giorno.

 

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