C'è un vento caldo

Oggi fa freddo l’inverno è alle porte…
Il cuore è chiuso, per qualche soldo si abdica a tutto…
Non importa più la giustizia… E’ sempre stata una idea astratta…
Oggi ci siamo solo noi e gli altri…
Fa caldo qui, il vento è gonfio di umidità, le stanze sembrano abbandonate…
Morta la fondatrice, spariti i suoi contatti, piano l’orfanotrofio è finito nell’oblio…
La crisi in Europa è la vernice che si scrosta dalle pareti…
L’Italia con i suoi decreti, con la paura dell’altro con i distinguo, con gli indicatori economici che iniziano a precipitare… Con il grado di approvazione per l’operato dei nostri politici mai così alto… L’Italia vista da qua sembra Marte… Pance piene e sorrisi stirati, la rabbia che cresce e la voglia di capire e ragionare ormai sopita…

Isoke ha una maglietta troppo stretta è perplessa, il mondo non è ancora più grande di una stanza… Venuta alla luce e abbandonata… Frutto di una relazione clandestina o di un amore fragile naufragato al primo fortunale… Sono vite iniziate con il piede sbagliato…

I vecchi diari di viaggio sono rimasti per molto tempo su di uno scaffale… Sono ricordi, contengono stagioni della vita… Idee, un po’ radical chic, in cui però ho creduto non da un attico a Manhattan ma dal mio appartamentino in zona Stazione Centrale a Milano…
Fa tenerezza aprirli oggi e capire quanto sono rimasto invischiato in un mondo un po’ troppo superficiale ed egoista…

Eppure il Natale è qua… L’anno sta finendo…
Forse devo ripartire…
C’è un vento caldo e nauseabondo… E’ il puzzo della nostra società che piano si imputridisce con noi dentro…

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