Vittore Buzzi | Percorsi di vita e di fotografia
Percorsi di vita e di fotografia
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Corsi

The world is my home

Corsi Fotografia

The world is my home

In questo lungo periodo di stop ho avuto tempo di pensare, di riordinare le idee.

Non fosse che è venuto in concomitanza con eventi drammatici che cambieranno, e tanto, il nostro tranquillo mondo devo dire che mi serviva proprio. Un periodo di forzata, o quasi inattività per mettere mano al mio archivio e alla direzione in cui stavo andando.

Ho chiaramente rivisto le mie priorità fra quello che è necessario (poco) e quello che non lo è…

Mi sono trovato ad insegnare davanti allo schermo di un computer e ho capito che non mi piace per niente.

Ho ristrutturato i miei percorsi e i percorsi di insegnamento, lasciando perdere tutto quello che non ha valore aggiunto in termini di esperienza umana.

Ho deciso che terrò solo i corsi specialistici del biennio di Mohole, i percorsi one to one in cui si produce un lavoro e basta.

Spero di poter ritornare a raccontare storie. Come quella dolce e piccina che ho fatto sul Covid19 a Milano per Erodoto.

La mia casa è il mondo e forse viaggiare non ti fa invecchiare, ti costringe ad essere leggero…

Tempo di partire… di partire ancora….
Chissà Andrea se avrà voglia e tempo… Perdersi perdersi ora nel tempo presente senza aspettare un futuro che non arriverà mai…

 

Vittore Buzzi

7Comments
  • Andrea/ 10.05.2020Rispondi

    C’è un ritratto di Ghirri seduto dentro la sala d’aspetto di una stazioncina, pensoso come al solito, in una bellissima luce naturale laterale che viene dalla pittura, e sul muro dietro la sua testa, sostenuta dalla mano come in un altro ritratto, c’è scritto in stampatello e con calligrafia sbilenca: andrea.
    Vale sicuramente come generale buon auspicio 🙂

    • vittorebuzzi/ 10.05.2020Rispondi

      Mmm… Non lo ho in mente… Vorrei tanto vederlo…

  • Andrea/ 10.05.2020Rispondi

    Ti metto un link, spero l’immagine sia abbastanza grande

    Ci ho fatto caso forse perché è anche il mio nome, ma poteva essere diverso, è comunque bello che dalla testa di Ghirri esca un nome.
    Anche il tenersi la testa è curioso, perché da un lato è la posizione simbolica del pensatore, e dall’altro richiama la storia del ritratto fotografico con le teste immobilizzate per le lunghe pose. Insomma pensiero e fotografia.

  • Andrea/ 11.05.2020Rispondi

    Probabilmente c”è un’impostazione di sicurezza che cancella il link, comunque vederla è semplice: basta cercare su google immagini “ghirri ritratto”, la prima foto che appare è quella descritta sopra.
    Ghirri

    • vittorebuzzi/ 12.05.2020Rispondi

      Fatto!!!! 🙂

  • Andrea/ 12.05.2020Rispondi

    Grande!
    Che bella è.
    A questo punto puoi usarla con l’Andrea che conosci:
    – Andrea è tempo di viaggiare.
    – E perché mai?
    – Guarda: Luigi Ghirri ha fotografato il tuo nome tra gli arrivi e le partenze!

  • Andrea/ 27.05.2020Rispondi

    Ho fatto una scoperta su quella fotografia. Allora è stata ripresa nel 1989 nella sala d’aspetto della stazione di Boretto, ma la vera scoperta è questa: una scena del film documentario “Mondonuovo” di Davide Ferrario (2003), che ha per protagonista Gianni Celati, è girata proprio in quella sala d’aspetto – non credo che Celati sia tornato lì casualmente, nel documentario ricorda che in quei luoghi era andato con Ghirri. Quando ho visto la scena, ieri su Youtube, ho avuto un cortocircuito che ha collegato le immagini a quella foto, nonostante la sala d’aspetto 14 anni dopo fosse un poco cambiata.
    Non è la prima volta che ho un cortocircuito legato a Ghirri. Un giorno guidavo verso Bologna per la mostra di Eugene Smith, Sugli stradelli guelfi ho incrociato una villa ed è arrivato il cortocircuito. Ho cercato sul cellulare la fotografia della villa illuminata nella notte o forse all’alba in “Il profilo delle nuvole”: tutto corrispondeva. E’ la sede de L’Angelica istituto erboristico, che per logo ha proprio la sagoma della villa; ora quel logo mi ricorda una delle più belle fotografie di Ghirri.
    Scusa il commento lenzuolo dettato dall’entusiasmo.

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