Tina Modotti

Tina Modotti

Tina fortissimamente Tina Modotti.

La mostra al MUDEC in corso fino al 7 Novembre 2021 è l’occasione di parlare di una delle poche fotografe italiane entrate di diritto nella storia della fotografia: Tina Modotti (Udine, 17 agosto 1896 – Città del Messico, 5 gennaio 1942 a soli 45 anni).
Sorvoliamo sulla mostra infarcita di tante foto di Weston  con stampe contemporanee o al massimo dell’ultima parte del 900 e concentriamoci sulla Modotti personaggio complesso e poliedrico dalle molte vite dotata di un’energia smisurata e di un resilienza senza pari.

Tina Modotti nasce a Udine il 17 Agosto 1896 (lo stesso giorno della mia prima moglie di 70 anni più giovane) da una famiglia operaia di modesti mezzi e di orientamento fortemente socialista.
La famiglia emigra dapprima in Austria poi il padre parte per gli Stati Uniti con uno dei fratelli e trova lavoro a San Francisco come carpentiere.
Tina rimane in Italia con la madre e lavora come operaia presso la fabbrica tessile Fabbrica Premiata Velluti, Damaschi e Seterie Domenico Raiser a cui aggiunge piccoli lavoretti a cottimo per arrotondare fra i quali da una mano allo zio paterno Pietro Modotti che ha uno studio fotografico.
Nel 1913 lascia l’Italia alla volta di San Francisco, per raggiungere il padre, dove trova lavoro in una fabbrica tessile.

Tina Modotti a San Francisco (1913 – 1921)

Nel 1917 conosce il poeta e pittore Roubaix del’Abrie Richey, dagli amici chiamato Robo e lo sposa.

Tina e Robo

Inizia a recitare a teatro ma ben presto è notata dal mondo del cinema sempre alla ricerca di nuovi volti da proporre al pubblico.
Nella loro casa Tina e Robo ricevono molti intellettuali e artisti fra questi il fotografo Edward Weston.
Nel 1920 si trasferiscono a Los Angeles dove Tina reciterà in alcuni film muti ma non si farà abbindolare dalle luci della ribalta.
Inizia una relazione con Edward Weston di cui è divenuta anche modella.
Alla fine del 1921 Robo si reca in Messico, probabilmente sospetta l’infedeltà della moglie. Nei primi giorni del 1922 Tina Modotti parte per raggiungerlo a Città del Messico.

Tina Modotti ritratta da Weston 1923

Tina Modotti fotografa in Messico (1922-1929)

Robo muore in seguito al Vaiolo qualche giorno prima che Tina possa raggiungerlo. È la prima grande tragedia della vita della Modotti, una vita dura, di chi ha conosciuto la fame, la fabbrica e la perdita degli affetti e che la porta verso una idea di uguaglianza.
In Messico Tina ci ritornerà nel 1923 con Edward Weston pronti a rifarsi una vita assieme.
Subito vengono in contatto con i circoli culturali e di sinistra, frequentano Diego Rivera, José Clemente Orozco, e Frida Kahlo,sono anni in cui Città del Messico diventa un crocevia importante di scrittori, politici, esuli e artisti. C’è un fermento unico che contagia e si nutre di utopie e gioventù.
La relazione fra Tina ed Edward è spesso burrascosa, infedeltà, gelosie e scenate capitano spesso la fotografia li unisce, Tina è modella, musa, compagna.
Tina inizia a fotografare. Saranno questi gli anni della sua massima produzione artistica, breve ed intensa come le sue passioni, i suoi amori e la sua vita tutta.
Influenzata da Weston la Modotti saprà però sganciarsi dall’ombra dell’ingombrante compagno, egocentrico e poco capace di rappresentare un mondo dal punto di vista politico. Chiuso nella sua “arte” lui, pronta a cogliere e a difendere lei.

Anche l’incontro con la giornalista Anita Brenner porterà Tina ad indagare l’universo femminile e il mondo del lavoro attraverso le celebri immagini delle mani, gli still life e i ritratti di donne.

Tina Modotti fotografa

Tina Modotti fotografa

Tina Modotti, fotografa

Sono anni in cui Tina conclusa la sua relazione con Edward Weston si lega ad esponenti del mondo politico latino americano prima a Xavier Guerrero e poi all’esule cubano Antonio Mella che morirà tragicamente fra le sue braccia la sera del 10 gennaio 1929. Non si saprà mai se Mella sia stato ucciso da dei sicari di Machado (allora dittatore di Cuba) o di Stalin perché molto vicino a Trotsky.
Colpita da una campagna stampa infamante Tina Modotti si avvicina a Vittorio Vidali (secondo alcuni il possibile esecutore dell’omicidio del povero Mella) uomo duro e vicino ai servizi segreti sovietici.

Tina e gli anni del Partito Comunista (1930-1941)

Espulsa dal Messico, smette quasi di fotografare e si dedica alla causa del partito comunista la troviamo prima a Berlino poi Mosca (1930) quindi in Spagna (1936) durante la guerra civile.
Tornerà da ultimo in Messico alla fine del 1941.

Tina Modotti la fine

La sera del 5 gennaio 1942 , è a cena a casa di Hannes Meyer, verso mezzanotte Tina non si sente del tutto bene e prende un taxi per tornare a casa. Poco dopo si accascia e muore in auto: lei e un tassista avvolti nel buio e nel mistero che rimarrà vivo per sempre.

Per saperne di più su Tina Modotti:

Le indiscrete di Elisabetta Rasy
Tina di Pino Cacucci
Tina Modotti fotografa a cura di Valentina Agostinis 

Edward Weston, maestri fotografia, storia della fotografia, Tina Modotti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

VITTORE BUZZI  |  FOTOGRAFO 
via Fabio Filzi 14 a - Milano
+39 3492307660   |   Skype: vbuzzi
VITTORE@VITTOREBUZZI.IT
Si riceve solo su appuntamento.
By appointment only.
Fotografo Milano

MILAN PHOTOGRAPHER ON:


VISITA ANCHE:
wedding photographer


© Vittore Buzzi. All rights reserved.  |  P.I. 11698910152