Vittore Buzzi

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E’ partita, era nell’aria poi si è manifestata… Quella che sembrava una opportunità si sta rivelando nella sua terribile pochezza.
I fotografi iniziano a scrivere (io ho sempre scritto ero giornalista prima di essere fotografo) o peggio fanno scrivere altri.
Se fare buone fotografie sembra semplice scrivere buoni articoli o raccontare buone storie sembra ancora più semplice…

Le fotografie hanno l’incredibile vantaggio di essere silenziose e permettono allo spettatore di proiettare se stesso nell’immagine. La fortuna di Steve McCurry dimostra senza ombra di dubbio come sia pieno di condizionamenti il nostro immaginario collettivo neo colonialista e buonista.

Quello che però i fotografi non capiscono è che a volte è meglio stare zitti, lasciare immaginare agli altri quello che loro sono… Lasciare che vengano delineati i tratti epici del proprio lavoro e della propria personalità… A meno che tu non abbia qualcosa di profondo e importante da comunicare o tu non abbia fatto esperienze di vita di un certo spessore…

Se fotografare è legato allo studio alla costruzione di modelli di rappresentazione di sé e del mondo scrivere rappresenta il mettere a nudo questi modelli.
Se facciamo dei post, sul nostro blog,  mediocri finiremo per attirare clienti mediocri... Aggiungiamo poi foto di basso livello e il patatrac è fatto…

Non ha più senso oggi fare post del tipo i 5 trucchi per diventare un fotografo o raccontare che ci si tramanda lo studio di padre in figlio, che ci siamo innamorati della fotografia in camera oscura o che la perdita di una persona cara ci ha mossi a fotografare, uno perché le raccontano tutti, due perché probabilmente sono storie finte riciclate così tante volte che crederci ancora è quasi impossibile. Anche i racconti di viaggio, romanzati e infarciti di romanticherie stile harmony stanno perdendo il loro appeal soprattutto se corredati da foto banali.

Se vuoi scrivere qualcosa di interessante devi leggere, viaggiare e farlo in solitudine e silenzio, non è con il clamore dei social che produrrai qualcosa di spessore.
Se poi decidete si sub appaltare il vostro blog all’esterno beh cercate di capire che o trovate dei grandi copywriter (ci sono e costano cari) o avrete quello che state pagando (che ci siano delle analogie con il mercato fotografico?). Sarebbe infine opportuno che chi scrive per voi vi conosca in profondità o altrimenti scadrete  nel banale e nel superficiale…

Visto che il blog parla di voi stessi… Pensate un attimo prima di esternare…
Quelle poche volte che ho delegato parte della rappresentazione di me all’esterno me ne sono amaramente pentito…
Rischiando di svilire e svalutare la vera mia essenza profonda.

Il fotografo che non parla e non scrive si cela altrimenti è nudo… Ci vuole sostanza per stare nudi davanti a tutti...

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