Vittore Buzzi

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Tieni la bocca chiusa

Mi sono sempre chiesto se era il caso di condividere alcune sensazioni fortissime che ho avuto nel corso della mia vita di fotografo.

Il colpo di stato in Mali nel 2012 quando sono rimasto a Bamako prima di essere rimpatriato con un volo dell'Air France, l'incontro a Città del Messico con gli esponenti "commerciali" di un cartello per avere il loro beneplacito per poter raccontare una storia nel loro territorio...

Tutte le volte che sono stato arrestato...

Tutte le volte che ho dovuto aiutare dei medici, per il solo fatto che potevo capirli, anche in sala operatoria...

Le trafile per avere dei permessi al ministero degli interni in Birmania (con le valige pronte per essere rimpatriato)...

L'impotenza di fronte alla morte di un bambino e di una mamma che piange... Quando sai che si poteva salvare con l'equivalente in denaro di un videogioco.

Il profumo dolce e nauseante della morte...

I mitra, la canna di acciaio freddo che si appoggia sulla tua pancia...

Tutte situazioni che hanno una grande valenza aneddotica e possono contribuire ad alimentare la figura mitologica del foto reporter...

Oggi assisto a tante interviste di molti fotografi (evidentemente siamo tutti confinati) che raccontano "storielle" imbarazzanti sulla nostra professione.

Storielle volte a costruire il loro piedistallo.

Io da anni ho scelto di parlare di queste cose a pochissime persone, altri fotografi, e amici intimi gente ha la possibilità di capire profondamente.

Altrimenti cari fotografi è molto meglio tenere la bocca chiusa e lasciare parlare le foto...

"A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio."

Oscar Wilde

Confinanti in casa, esiliati su un divano, invece di fantasticare di avventure o di reportage rocamboleschi meglio guardare quello che fanno gli altri e pensare di fare in silenzio la nostra parte.

Per chi vuol riflettere sul significato di reportage oggi consiglio:

NYT - Fabio Bucciarelli

VF - Alex Majoli

Ma l'impresa eccezionale, dammi retta

È essere normale

Lucio Dalla

E' inevitabile oggi dover parlare dei progetti che hai seguito, raccontare dei tanti anni, devi attrarre un pubblico, devi vendere le storie e te stesso.

Però prima di parlare è meglio pensare e se non lo fai:

"Tieni la bocca chiusa".

Ricordati chi ti ascolterà e abbi un po' di umiltà e rispetto per chi ti ha fatto entrare nella sua vita e ti ha fatto dono di una sua foto.

Oggi mi riguardo i libri che amo:

Dolci pensieri d'amore per ciò che ho visto e per il lavoro che faccio... Per le persone che mi hanno lasciato fotografare...

V.