Latest From Our Blog

Vittore Buzzi | La fotografia difficile
19256
single,single-post,postid-19256,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,vertical_menu_enabled,wpb-js-composer js-comp-ver-4.6.2,vc_responsive
Dead Road

La fotografia difficile

end

La fotografia difficile

La fotografia sta diventando sempre più difficile…
Non fare fotografie, non vivere di fotografia ma capire ed accettare le fotografie, i progetti e gli autori è diventato un lavoro immane…
Sovrastati dalla mole di immagini mediatiche che ha raggiunto e superato i 200.000 upload di foto al minuto più di 280 milioni al giorno…
Immagini, belle, a volte bellissime tutte tremendamente uguali e massificate.
Oggi assistiamo proprio a questo ad un incredibile livellamento verso l’alto in favore di tematiche e di linguaggi che prediligono un piacere estetizzante scambiato come vero valore della vita.

Oddio detto così sembrerebbe per forza un male… In fin dei conti noi guardiamo attraverso lo schermo di un telefonino una riproduzione del mondo che tende ad essere più bella della realtà che ci circonda
Fin qui niente di male… Accadono però, o possono accadere, alcune cose visto che sempre più spesso facciamo esperienza del mondo attraverso una sua riproduzione.
Le foto non sono più stimolo di crescita, un tentativo di comprensione, di accettazione o di riscoperta del mondo ma vengono utilizzate solo come stimolo al consumo di beni e di tempo

Chi comprende questo meccanismo, sarà magari un po’ deluso, però certamente più libero…
Ho chiesto ai miei studenti di dirmi quali sono i loro autori preferiti e, sorpresa, tra tante conferme ho fatto alcune scoperte, per lo più amare… Ci sono fra i gli idoli dei plagiatori seriali che approfittano della loro purezza per sdoganare cliché comuni della pubblicità o dell’arte contemporanea come loro…
Detto questo tutto bellissimo…
Negli anni gli amanti Michael o di Olivier mi hanno fatto riscoprire Monica Carrocci meno nota e con meno followers o fan ma sicuramente più solida dal punto di vista concettuale o artistico…

Oggi però rimane faticoso e la sensazione a volte è quella di essere in una strada senza uscita…
L’unica salvezza è quella di ammettere a se stessi di non sapere, di avere la certezza che si sbaglia e che piano si impara avendo l’accortezza di lasciare andare il superfluo…

Ormai non c’è più tempo…

 

Vittore Buzzi

No Comments

Leave a Comment