Fotografo Paesaggio

Reims storie di città

Era la fine dell’inverno a Reims…
Il freddo piano scivolava via e lasciava posto ad una incerta primavera…
Ero stato attirato nel quartiere bianco da spettri magri, volti emaciati, occhiaia profonde di chi ha bevuto troppo e ha smarrito la speranza nel futuro…
Le case emanavano un algido magnetismo e poi lì dietro il verde degli alberi…
Mi perdevo a guardare con i piedi gonfi e i polpacci stanchi…
Mi accorgevo allora che il futuro era una strada intricata che non si sapeva bene dove mi avrebbe portato…
Allora fotografavo…
Mi fermavo in attesa del vento che carezzava piano la mia schiena, entrava dal colletto della camicia a ricordarmi la mia carne fragile…
Non ho mai saputo perchè queste foto sono rimaste per anni sepolte in fondo all’archivio…
Non è vero lo so benissimo, gli affanni le corse, il tentativo di sbarcare il lunario… Erano foto importanti e sono andato a cercarle, dopo anni… Raccontano non solo di me allora ma della fotografia italiana, intasata e bloccata dove per lavorare o conoscevi o sgobbavi…
Gli anni mi hanno dato ragione… Ancora oggi è così ma io ho l’archivio…  Tutte quelle foto, tutti quei progetti che adesso posso terminare o pubblicare… Tutto quell’amore non è andato perduto e ha dato i suoi frutti…
La giovinezza è andata, i 50 anni portano la saggezza e la consapevolezza… Là in fondo si intravede qualcosa ed è bianco e luminoso… Non fa freddo…
Trattenevo il respiro e scattavo non avevo con me il cavalletto ero io il mio unico sostegno…
Oggi come allora è cambiato poco… Però fa meno male… Molto meno…
Studio scrivo e fotografo… Incontro persone meravigliose, giovani pieni di eneregia e sogni…
Cosa posso volere di più?
E’ bello vedere i ragazzi che cercano la loro strada, tu lo sai che si farà piano, che avrà dei blocchi, delle svolte improvvise delle salite interminabili delle discese precipitose, delle curve pericolose ma leggi nei loro occhi quella freschezza e quella fiducia nella vita che un giorno fu tua…
Adoro fermarmi, pensare e valutare…
In un mondo dove tutto si accumula e la memoria è cancellata dalla velocità del consumo… ecco rallento, rimango in silenzio svuoto la mente e l’occhio…
Aspetto il freddo quest’anno con un po’ d’ansia e trepidazione…
Come se ne avessi bisogno….
Tutto si allinea, squilla il telfono e si accumulano in preventivi nella mail…
Ora di tornare dai miei viaggi nella memoria e  riprendere fiato… Qui mi aspetta il lavoro e poi il Natale mia figlia e gli affetti…
Volti di donne e di amici mi guardano in attesa…
Il tempo che si è accumulato sotto gli occhi…
Buzzi_080923_0173

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