Vittore Buzzi | Confessioni di un fotoreporter
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Fotoreporter

Chiedo Perdono

Chiedo Perdono

Chiedo perdono per tutte le storie che mi sono state affidate…

Chiedo perdono per tutte le storie che non ho raccontato…

Per tutto gli articoli che ho pianificato…

Per le lacrime che ho versato…

Qui non c’era spazio…

Era un piccolo ospedale… Fuori i reparti d’assalto dell’esercito Israeliano erano tenuti a bada da una figurina bianca sul piazzale di cemento… Il capitano, armato e imponente, indietreggiava davanti a suor Tella… era infuriata… Un infermiera mi tirava per una manica… “Cercano il padre… Cercano il padre.”
Chissà cosa aveva fatto quel padre… Il figlio era lì… Progettava attentati? O aveva già ucciso? o era una vittima di quel conflitto di quel muro di cui non si parla più ma è una vergogna che una parte del mondo non potrà dimenticare mai… Come i fili spinati e gli spettri rinchiusi al gelo in attesa che la soluzione finale si compiesse…

La storia è bastarda… L’uomo è bastardo… Capace di atrocità e bassezze senza uguali, e di gesti puri e cristallini…

Chiedo perdono per aver rinunciato a raccontare quando la gabbia della società ha mostrato le sue sbarre…

Non ho la schiena cedevole ma ho ceduto…

Tu?

Tu che mi leggi?

Mi preparo per il nuovo anno…

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Vittore Buzzi

1Comment
  • Matte/ 28.12.2018Rispondi

    Io che il coraggio di trovarmi dietro le gabbie della società, gabbie da raccontare, non l’ho ancora trovato.

    Stima grande, verso il lavoro di fotoreporter. Non credo ci siano altre parole da dire. Solo altre immagini.

    Buon anno

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