Vittore Buzzi | Ren Hang, poeta e fotografo
Ren Hang, poeta e fotografo
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Fotografi

Ren Hang, poeta e fotografo

Ren Hang, poeta e fotografo

Cosa: Mostra fotografica Ren Hang
Dove: Fondazione Sozzani
Corso Como 10, Milano 
Quando: fino al 29 novembre 2020
Ingresso: intero 6€ , ridotto 3€
Libri Ren Hang

24 febbraio 2017, mia sorella si alza di buon mattino e inzia a preparare il pranzo che vedrà la famiglia riunita per il suo compleanno, fuori piove leggermente, gocce scivolano rapide sul vetro della cucina.
A Pechino fa freddo, fuori dal vecchio complesso industriale trasformato in loft c’è una ambulanza.
Lampeggianti fissi, paramedici portano una barella, sotto il lenzuolo bianco giace il corpo di un uomo senza vita: è Ren Hang poeta e fotografo.
Divorato dal lavoro, inseguito dalla depressione e braccato dal regime alla fine ha ceduto e si è lasciato andare ad un gesto estremo, saltando dalla finestra del suo appartamento, ha 29 anni.
<<La vita è veramente
un dono prezioso
a volte mi pare
sia stato fatto alla persona sbagliata.>>
Ren Hang, Luglio 2014

Il blog con le sue poesie ormai non è più on line, si può, per ora, esplorare il suo account Instagram.

Nato a Changchun nel 1987, la Detroit cinese, Ren Hang la lascia a 17 anni e arriva a Pechino per studiare comunicazione.
Si innamora quasi subito delle fotografia ed inizia a fotografare i suoi compagni si stanza e amici con una fotocamera compatta point and shoot.
E’ attratto dai corpi nudi con cui gioca in maniera sapiente costruendo delle immagini oniriche, a volte erotiche, e piene di riferimenti al contemporaneo.
In un paese in cui l’ostensione del corpo è vietata si attira subito le attenzioni della censura.
La depressione, che lo accompagna fin dalla giovanissima età, lo sprona a produrre, a fotografare e a scrivere.

Con il successo arriva anche una vita a 100 all’ora, la depressione però aumenta e ben presto prende il sopravvento.

Dopo gli inizi in cui si autoproduce dei libri il nome di Ren Hang come fotografo inizia a circolare con la serie My Mum del 2013 dedicata e creata con la madre con cui Ren Hang aveva un rapporto complesso.  da lì in poi la sua carriera fotografica di artista visivo e contemporaneo ha una impennata: espone al Groninger Museum in occasione della collettiva Fuck Off 2 curata da Ai Weiwei, poi al Foam di Amsterdam. Inizia a produrre libri e viene chiamato dalle riviste internazionali per degli editoriali.

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«Se la vita è un abisso senza fondo,
quando salterò l’interminabile caduta
sarà un altro modo di volare»
Ren Hang

Nelle immagini complesse di Ren Hang ci sono spesso degli opposti che si attirano illuminati con una luce cruda, impietosa e con una ambientazione senza fronzoli caratteristiche spesso associate alla corrente del Realismo Cinico.
L’osceno, il pornografico è affiancato alla grazia e all’amore tutto si intreccia non solo i corpi dei suoi modelli, tutto è interconnesso, sovraposto, precario e caduco.
La nudità come bandiera di una fragilità e di una individualità scossa, precaria, di un io incerto e confuso.

«La gente arriva nuda in questo mondo e io considero che il corpo nudo sia l’aspetto autentico dell’essere umano. Quindi sento la vera esistenza delle persone attraverso i loro corpi nudi».
Ren Hang

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Si nontano tante influenze, dall’irriverente Guy Bourdin a Blumenfeld e come mi ha fatto notare la mia amica Anna Luccarini anche di Marilyn Minter.

 

Vittore Buzzi

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