Vittore Buzzi | Cechov, Cheever, Carver e la fotografia
Cechov, Cheever, Carver, fotografia, racconto, storytelling cosa unisce questi autori? Riflessioni semiserie sospese fra letteratura e documento
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Storytelling

Cechov, Cheever, Carver e la fotografia

Cechov, Cheever, Carver e la fotografia

Cechov, Cheever, Carver, fotografia, racconto, storytelling… Parole avvicinate a casaccio o c’è un senso dietro tutto ciò?

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Dico sempre ai miei poveri studenti che leggere aiuta, molti di loro nativi digitali mi guardano abbastanza increduli, certo vado loro incontro aggiungo sempre che se non leggete almeno cercate di guardare dei film, dei documentari perché è nelle storie o nelle “non storie” che si annida parte dell’arte del fotografo contemporaneo.
Cechov, Cheever, Carver, sono stati i maestri indiscussi del racconto con una scrittura mai banale e con delle trame spezzate, slabbrate, monche, amputate hanno saputo tratteggiare il profilo dell’umanità del loro tempo.

Accoccolato sul divano con in mano il mio Kindle silenzioso una buona tazza di tè o una birra ghiacciata (a seconda dell’ora e della stagione) sprofondo nella lettura, amo i racconti perché fra i cinque minuti e l’oretta tutto si risolve lasciandoti del tempo per pensare.

C’è una sottile linea rossa (il famoso fil rouge) che unisce questi autori che sanno cogliere così in profondità le dinamiche in atto nelle loro società di riferimento e sanno restituirci una fotografia delle nevrosi, delle paure, dei disagi profondi delle donne e degli uomini del loro tempo.

Scrittori che scelgono la forma del racconto per catapultarci nel mezzo di vite pericolanti con istantanee poetiche per poi, spesso, abbandonare sia i loro protagonisti che noi lettori alle possibilità del futuro fortemente condizionate dal passato.
Pur essendo prosa questa forma narrativa si colloca bene fra la poesia e il romanzo mantenendo una poeticità che colpisce in profondità i nostri centri emotivi senza chiuderci dentro trame o personaggi.

In poche righe evocano atmosfere, stati d’animo, patologie, idee assurde, ragionamenti complessi, pennellate di luce che illuminano solo dei pezzi, pezzi di un puzzle che noi lettori piano uniamo nella nostra testa racconto dopo racconto…

Farà di voi fotografi migliori la lettura?
Probabilmente si… Sempre che abbiate tempo a sufficienza per dedicavirci.

 

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Vittore Buzzi

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