Vittore Buzzi

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Arte si Arte no

Ok dopo le discussioni sul WPP ora infuria (si fa per dire perdonatemi le numerose e retoriche licenze poetiche) la polemica sul fatto se la fotografia sia arte o meno… Si avvicina il MIA a Milano una fiera piena di progetti interessanti, di cose così così e di alcuni autori e gallerie pessimi…

Intanto distinguiamo subito: il mercato ha sempre ragione, quindi con la giusta galleria, il giusto curatore e il giusto marketing si rischia di diventare artisti de facto senza nessun titolo…

Servono titoli per definirsi artisti?
Così ecco che onesti fotografi iniziano spacciarsi per autori prima e per artisti poi… Magari anche a ragion veduta bene inteso… Non sono certo io che mi sento di tracciare una riga netta al di là della quale si è o non si è artisti…

Sophie Ristelhueber Aftermath Kuwait 1991

Possiamo però mettere qualche paletto? Trovare delle indicazioni vaghe su quello che è arte e quello che certamente non lo è?

Oppure rimaniamo alla rozza e triste realtà che ci si para davanti? In cui incompetenti si ergono a maestri?

Via facciamo una lista:

  1. Non è il mezzo che fa l’opera d’arte ma la volontà, la progettualità e l’abilità di chi la usa. Quindi non ha nessun senso dire: “La fotografia è un’arte” andrebbe molto meglio dire che fra gli artisti ci sono anche quelli che usano la fotografia come mezzo di espressione;

  2. Non sembra nemmeno possa valere la distinzione fra i generi della fotografia. Non si può certo affermare che il reportage non sia arte (in alcuni rari casi lo è) o che lo sia di più il paesaggio o la fotografia allestita… Dipende dalla capacità dell’autore nel costruire dei simboli efficaci utilizzando un linguaggio più o meno innovativo;

  3. Oggi si assiste alla commercializzazione dell’opera d’arte e del presunto artista in generale, vista l’impossibilità di conoscere a fondo basta poco per fingersi o far pensare ad un pubblico più o meno pagante che qualcuno sia un artista.

Ma in realtà perché infuria la polemica? Viene il tristo e il sinistro sospetto che sia per questioni di vil danaro… Da ambo le parti ben inteso… Sorrido… Tanti fotografi sperano che entrare nel campo dell’arte li porti a lavorare in nuovi e inaspettati mercati… Così oggi il fotografo è un po’ artista, storyteller, ambassador, workshoppista ed editorialista praticamente nella maggior parte dei casi scodinzola felice lì dove vede un po’ di soldi, di possibilità, di famaEcco questo è l’essere artisti nella antica arte di arrangiarsi

Certo non capire la differenza fra Salgado e Woodman va tutto a vantaggio del primo, non che il maestro brasiliano non possa arrogarsi la qualifica di artista è che ci stiamo muovendo su piani diversi, con linguaggi e mezzi diversi con valori espressivi lontani… Nel terribile rumore di fondo in cui chiunque si erge a dire la sua (me compreso si intende) quasi tutti conoscono la povera Vivan Maier un po’ meno Sophie Ristelhueber ancora meno ne comprendono le differenze  troppi concordano nel parlare della prima come una grande autrice o una artista… (non che non lo sia stata attenzione).

Sophie Ristelhueber Aftermath Kuwait 1991

Oggi i galleristi, i curatori e i critici, come i presunti artisti, cercano semplicemente di procacciarsi un po’ di soldini per arrivare a fine mese o per comperarsi qualche inutile gadget che andrà ad appesantire la loro vita oppure cercano semplicemente un po’ di notorietà in modo da gonfiarsi ancora di più con parole medaglie ed egocentrismo. La fotografia è perfetta in questo gran bazar dell’effimero:

  1. Si produce in fretta;

  2. Si riproduce in fretta;

  3. Può essere riprodotta localmente e spedita digitalmente;

  4. Il pubblico raramente è in grado di capire a fondo (ci sono dei limiti ovviamente);

  5. Si possono ricavare soldi per stampatori, galleristi, curatori a volte anche per i fotografi;

  6. Insomma potrebbe essere un buon affare.

Allora? Allora la parola d’ordine oggi è ARTISTA come qualche anno fa era AUTORE e ancora prima FOTOGRAFO…

Poi basta poco per capire se c’è sostanza per rendersi conto se qualcuno ha qualcosa da dire e come lo dice capire se il gallerista è un poveretto, un mercante, uno squalo o un filantropo… Basta poco ma un po’ si deve studiare e qualcosa si deve capire… Forse…

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